Produrre contemporaneamente energia pulita dal sole e cibo ad alto valore nutrizionale nello stesso spazio, rigenerando il terreno. È questa la sfida del primo impianto pilota di BioOrto ElettroAttivo, inaugurato a Serralunga di Crea (nella frazione Madonnina, in provincia di Alessandria).
Il progetto, nato dalla collaborazione tra Holdim Group ed Ecomotive Solutions, punta a dimostrare come la transizione energetica possa camminare di pari passo con l’agricoltura sostenibile e il benessere delle comunità locali, trasformando anche aree industriali o superfici marginali in spazi produttivi.
I numeri e la tecnologia dell'impianto pilota
Il sito sperimentale unisce la tecnologia fotovoltaica avanzata alle tecniche di coltivazione biologica più innovative. La struttura si divide in due componenti principali che lavorano in sinergia.
L'energia prodotta dal sistema non sosterrà solo l'attività agricola, ma servirà anche ad alimentare una stazione di ricarica aziendale per veicoli elettrici, chiudendo il cerchio della mobilità sostenibile.
Che cos'è l'orticoltura bioattiva e perché è importante?
A differenza dell'agricoltura tradizionale, l'orticoltura bioattiva si concentra sulla salute e vitalità del suolo. Attraverso l'uso di substrati arricchiti con microrganismi benefici (come funghi micorrizici e batteri della rizosfera), questa tecnica stimola l'apparato radicale delle piante, rendendole più resistenti alle malattie e capaci di assorbire i nutrienti in modo molto più efficiente.
Il risultato è una produzione di ortaggi definiti "nutraceutici", ovvero alimenti che oltre alle proprietà nutritive di base contengono un'alta concentrazione di sostanze benefiche (come antiossidanti e vitamine) per la salute umana.
Un modello scalabile per le Comunità Energetiche (CER)
L'aspetto più interessante del BioOrto ElettroAttivo è la sua natura modulare e replicabile. I promotori del progetto hanno sottolineato come questa architettura non sia pensata esclusivamente per le aziende agricole tradizionali, ma possa essere facilmente integrata in contesti urbani e sociali molto diversi:
- Aree industriali dismesse o inutilizzate.
- Cortili scolastici ed edifici della Pubblica Amministrazione.
- Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), dove i cittadini possono autoprodurre energia pulita e, al tempo stesso, gestire un orto comunitario condiviso.
Alla realizzazione di questo primo modello ha partecipato una fitta rete di partner scientifici e territoriali, tra cui Ecofuturo, AstiEnergy, l'Università di Torino (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari) e l' Accademia di Agricoltura di Torino.
Dettagli tecnici e informazioni sull'impianto: documentati da Lara Morandotti : https://www.pv-magazine.it/2026/06/16/ad-alessandria-al-via-impianto-pilota-che-combina-agrivoltaico-e-orticoltura-bioattiva/
Immagine di copertina: Immagine generata tramite Intelligenza Artificiale (AI-generated) a scopo illustrativo.