Nuove regole per gli impianti rinnovabili in MT: focus su CCI e CEI 0-16
Per gli impianti rinnovabili collegati in Media Tensione è iniziata una nuova fase di adeguamento normativo. Le recenti disposizioni sulla teleriduzione, evoluzione del precedente sistema di teledistacco, introducono nuovi requisiti tecnici per gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza nominale pari o superiore a 100 kW. Al centro delle novità c’è l’obbligo di installare un Controllore Centrale di Impianto (CCI) dotato di funzionalità PF2, necessaria per la limitazione della potenza attiva.
L’ultima delibera ARERA ha posticipato alcune scadenze, concedendo più tempo agli operatori per mettersi in regola. Questo non elimina però la necessità di pianificare rapidamente gli interventi, sia dal punto di vista normativo sia tecnologico. In questo contesto si inseriscono le nuove soluzioni sviluppate dal mercato, come il sistema SNOCU CCI del Gruppo Regalgrid, progettato per garantire la conformità immediata ai requisiti della CEI 0-16.
Come opera il Controllore Centrale di Impianto
Il CCI è il dispositivo che gestisce il dialogo tra impianti di produzione o accumulo e rete elettrica. La norma CEI 0-16 ne definisce funzioni e caratteristiche, assegnandogli il compito di monitorare continuamente l’impianto, raccogliere i dati di produzione e renderli disponibili al gestore di rete.
Oltre al monitoraggio, il controllore coordina i vari componenti dell’impianto per garantire il rispetto dei parametri tecnici nel punto di connessione, regolando potenza e prestazioni in modo da preservare la stabilità della rete. La comunicazione con il distributore avviene tramite protocollo IEC 61850, che consente lo scambio di dati e comandi in tempo reale.
Le funzionalità previste dalla normativa sono articolate su tre livelli:
- PF1: monitoraggio dell’impianto e trasmissione dei dati necessari all’osservabilità della rete;
- PF2: gestione della regolazione della tensione e limitazione della potenza attiva tramite comando remoto;
- PF3: funzione opzionale dedicata ai servizi avanzati di dispacciamento e all’ottimizzazione energetica.
La CEI 0-16 stabilisce inoltre che il CCI possa operare in modalità autonoma oppure asservita. Nel primo caso lavora sulla base di parametri locali già impostati; nel secondo riceve set-point e istruzioni direttamente dal distributore o dall’aggregatore, modalità che ha priorità operativa.
Sicurezza informatica e requisiti tecnici
La normativa dedica grande attenzione anche agli aspetti di cybersecurity. Il dispositivo deve infatti disporre di porte di comunicazione separate per il DSO, per eventuali soggetti remoti e per la rete interna dell’impianto. Deve inoltre registrare eventi, allarmi e comandi ricevuti, garantendo la tracciabilità delle operazioni.
In caso di anomalie o perdita di comunicazione, il sistema deve essere in grado di disattivare automaticamente le funzioni asservite e tornare in modalità sicura autonoma.
Dal punto di vista hardware sono richiesti sistemi anti-manomissione, protezione della memoria NVRAM e procedure di Secure Boot per verificare l’integrità del firmware ad ogni avvio. Le comunicazioni devono essere protette con protocolli di cifratura TLS 1.2 o superiori e sistemi di sicurezza End-to-End conformi al Profilo-T.
L’accesso alle funzioni del controllore deve inoltre seguire logiche RBAC (Role Based Access Control), così da differenziare privilegi e visibilità dei dati tra distributori, aggregatori e altri operatori autorizzati.
Tra le certificazioni obbligatorie rientrano:
- IEC 62443-4-1 e IEC 62443-4-2, con livelli di sicurezza almeno SL1 e requisiti superiori per specifiche funzioni;
- FIPS 140-2 Livello 3 per la protezione del modulo crittografico.
Scadenze per l’adeguamento degli impianti
Le tempistiche di adeguamento variano in funzione della potenza degli impianti.
Impianti esistenti da almeno 1 MW
Per gli impianti già soggetti all’obbligo di CCI con PF1, la funzionalità PF2 dovrà essere attivata entro il 31 dicembre 2026.
Impianti tra 500 kW e 1 MW
Questa categoria dovrà completare installazione e adeguamento entro il 31 dicembre 2027. La proroga introdotta da ARERA estende di dieci mesi il termine inizialmente previsto.
Impianti tra 100 kW e 500 kW
Per questa fascia, particolarmente diffusa in Italia, il termine è stato fissato al 31 marzo 2028. La normativa prevede inoltre alcune semplificazioni tecniche, tra cui tolleranze di misura più ampie e la possibilità di utilizzare i trasformatori di misura già installati.
Nuovi impianti sopra i 100 kW
Per tutte le nuove installazioni l’obbligo decorre direttamente dall’entrata in esercizio: il CCI con funzionalità PF2 dovrà essere operativo già al momento della connessione alla rete e comunicato al distributore entro l’attivazione dell’impianto.
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Per maggiori approfondimenti: Rinnovabili https://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/snocu-cci-controllore-centrale-impianto-avanzato/