I dati più recenti confermano una svolta ormai evidente: è iniziata quella che può essere definita a tutti gli effetti “l’era dell’elettricità”. È questo il messaggio principale emerso dalla Global Energy Review 2025 dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), che offre anche una chiave di lettura della crisi energetica attuale, aggravata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
L’elettrificazione delle economie sta accelerando, ma per diventare davvero efficace dovrà proseguire con decisione. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e limitare l’esposizione delle economie alle oscillazioni dei prezzi di gas e petrolio. Non a caso, diversi governi stanno puntando proprio su questa transizione. Anche la Commissione europea sta preparando un piano per aumentare l’uso dell’elettricità nei consumi finali, dai trasporti all’industria fino agli edifici.
Nel 2025 la domanda globale di elettricità è cresciuta del 3%, pari a circa 800 TWh, un ritmo nettamente superiore rispetto all’aumento complessivo dei consumi energetici, fermo a +1,3%. Un dato particolarmente significativo riguarda il ruolo del fotovoltaico: da solo ha coperto oltre un quarto della crescita della domanda energetica globale, superando ogni precedente tra le fonti rinnovabili moderne. Subito dopo si colloca il gas naturale, con un contributo pari al 17%.
Secondo il direttore esecutivo della IEA, Fatih Birol, la crescita della domanda energetica globale prosegue nonostante un contesto economico e geopolitico complesso, ma con una direzione chiara: l’elettrificazione sta diventando il tratto distintivo delle economie contemporanee. In questo scenario, i Paesi che investiranno in resilienza e diversificazione delle fonti saranno più preparati ad affrontare volatilità e incertezze future.
Sul fronte della produzione elettrica, il fotovoltaico è protagonista assoluto. Nel 2025 ha registrato un aumento di circa 600 TWh rispetto all’anno precedente, raggiungendo una produzione totale di 2.700 TWh, pari a oltre l’8% del mix elettrico globale. Da solo ha contribuito a circa il 70% della crescita complessiva della generazione elettrica e ha superato del 25% la produzione da nucleare.
Parallelamente, si osserva una lieve inversione di tendenza per il carbone, il cui contributo è diminuito per la prima volta dal 2019 (escludendo il calo legato alla pandemia nel 2020). Il gas continua invece a crescere, ma con un ritmo più contenuto rispetto all’anno precedente.
Nel complesso, includendo anche nucleare ed eolico (in crescita rispettivamente dell’1,2% e dell’8%), le fonti a basse emissioni – rinnovabili più nucleare – hanno raggiunto il 43% della produzione elettrica globale. Le sole rinnovabili si attestano intorno al 34%, ormai in linea con il carbone. Nonostante questi progressi, le fonti fossili restano predominanti: circa il 60% dell’elettricità mondiale è ancora generato da carbone, gas e petrolio.
Anche sul fronte della capacità installata emergono segnali molto chiari. Nel 2025 sono stati aggiunti circa 800 GW di nuova potenza rinnovabile, con una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Il fotovoltaico domina questa espansione, avvicinandosi per la prima volta ai 700 GW installati in un solo anno. L’eolico ha registrato un incremento ancora più marcato in termini relativi, con 160 GW aggiunti, pari a un aumento del 40%.
Nel complesso, il sistema energetico globale sta cambiando rapidamente direzione: l’elettricità, trainata soprattutto dalle rinnovabili e in particolare dal solare, è destinata a diventare sempre più centrale nei prossimi anni.