Energia e sicurezza: le 15 misure per un sistema più resiliente

Energia e sicurezza: le 15 misure per un sistema più resiliente

La Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia (Fire), nel documento pubblicato il 14 aprile, propone quindici azioni a breve termine per affrontare la crisi energetica con un approccio più strutturale, superando la logica emergenziale.

Al centro delle proposte viene posta l’efficienza energetica, considerata la leva più conveniente per ridurre i consumi e limitare la necessità di nuovi investimenti.

Tra le misure principali, si suggerisce di estendere l’obbligo di nomina degli energy manager nel settore industriale abbassando la soglia da 10.000 a 1.000 tep, allineandola a quella del comparto civile, e includendo anche agricoltura e pesca. Per le PMI sotto i 1.000 tep, invece, si propone di favorire l’utilizzo degli esperti in gestione dell’energia (Ege), anche attraverso modelli condivisi come l’energy manager di distretto.

Un punto critico evidenziato è il mancato recepimento delle direttive europee sull’efficienza energetica (Eed) e sulle “case green” (Epbd). In particolare, la Eed introduce l’obbligo di adottare sistemi di gestione dell’energia per le imprese sopra i 2.030 tep, ritenuti fondamentali per migliorare la competitività.

Sul fronte degli incentivi, la Fire invita a correggere le criticità emerse con strumenti come Transizione 5.0 e Conto Termico 3.0, rilanciando anche il Fondo nazionale per l’efficienza energetica.

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, viene indicata come strategica la scelta del repowering degli impianti esistenti, insieme allo sblocco dell’eolico offshore. Inoltre, si propone di incentivare l’uso di accordi bilaterali (Ppa) per trasferire una quota significativa dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre i costi per imprese e cittadini. In questo ambito si segnala che il recente decreto Bollette ha di fatto rallentato gli accordi in fase di definizione.

Tra le altre proposte figurano:

  • l’obbligo per i fornitori di offrire tariffe dinamiche;
  • lo sviluppo di politiche strutturate di demand response, anche sulla base delle sperimentazioni già avviate in città come Milano e Roma;
  • una maggiore valorizzazione di biocombustibili, idrogeno, combustibili a basse emissioni di CO₂ e cogenerazione ad alto rendimento.

Dal punto di vista tecnologico, si suggerisce un controllo più rigoroso sulla realizzazione dei data center, introducendo requisiti stringenti in termini di prestazioni energetiche, informatiche e idriche, e assicurando che tali investimenti siano accompagnati da adeguata capacità di generazione elettrica.

Viene inoltre promosso l’uso dell’intelligenza artificiale, prevedendo incentivi specifici (sul modello di Transizione 5.0) quando il suo impiego consente di ottenere benefici energetici.

Il documento include anche misure immediate per ridurre i consumi, tra cui:

  • abbassamento dei limiti di velocità nel trasporto su gomma;
  • revisione delle regole per l’accensione di riscaldamento e climatizzazione;
  • maggiore libertà operativa per le pompe di calore;
  • incentivi e semplificazioni per lo smart working;
  • promozione e potenziamento del trasporto pubblico.

In situazioni di particolare emergenza, vengono infine indicate misure straordinarie come targhe alterne, limitazioni al traffico, razionamenti di gas ed elettricità, riduzione dell’uso degli impianti termici, smart working obbligatorio e restrizioni alla circolazione delle merci non essenziali.

Per maggiori informazioni: QualEnergia https://www.qualenergia.it/articoli/sicurezza-energetica-quindici-mosse/

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