Secondo la Cgia di Mestre, in Italia oltre 5 milioni di persone vivono in condizione di povertà energetica, soprattutto nelle regioni del Sud. Il fenomeno riguarda 2,4 milioni di famiglie (circa 5,3 milioni di individui) e si verifica quando non si riesce ad accedere ai servizi energetici essenziali come il riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e uso degli elettrodomestici a costi sostenibili rispetto al reddito.
L’OIPE definisce la povertà energetica come il risultato dell’interazione tra fragilità economica, qualità degli immobili e livelli dei prezzi dell’energia. In particolare, i costi elevati sono spesso legati anche ad abitazioni poco efficienti, con scarso isolamento termico o impianti obsoleti, che aumentano il fabbisogno energetico.
In Italia le situazioni più critiche si registrano in Puglia, con oltre 302.500 famiglie coinvolte (quasi 700mila persone), seguita dalla Calabria con più di 143.400 famiglie (oltre 318mila individui) e dal Molise con 22.650 famiglie (quasi 49mila persone). Le incidenze più alte sul totale dei nuclei si registrano proprio in queste regioni, mentre Marche, Friuli Venezia Giulia e Lazio risultano tra le meno colpite.
Secondo la Cgia, i rincari energetici legati alle tensioni geopolitiche internazionali e alla crisi in Medio Oriente stanno aggravando il fenomeno. Nel 2025, rispetto all’anno precedente, i prezzi del gas e dell’energia elettrica sono aumentati rispettivamente del 6,3% e del 6,7%. Le stime indicano inoltre un aggravio sui bilanci delle famiglie pari a 5,4 miliardi di euro nel 2025 (6,6 miliardi rispetto al 2024).
A livello regionale, la Lombardia registra l’impatto economico più elevato con +1,1 miliardi di euro, seguita da Veneto (+557 milioni), Emilia-Romagna (+519 milioni) e Lazio (+453 milioni). Chiudono la classifica Basilicata (+45 milioni), Molise (+25 milioni) e Valle d’Aosta (+10 milioni).
Sul mercato energetico, a marzo il prezzo medio del gas si è attestato a 53 €/MWh, mentre l’energia elettrica ha raggiunto una media di 143 €/MWh, contro i 116,1 €/MWh del 2025 e i 108,3 €/MWh del 2024.
Il fenomeno assume diverse forme: dall’eccessiva incidenza della spesa energetica sul reddito, al sotto-consumo volontario di energia per contenere i costi, fino alle difficoltà di pagamento delle bollette e al rischio di distacco delle forniture. Particolarmente esposti sono anziani soli, famiglie numerose e nuclei con redditi instabili.
Per contrastare la situazione, il governo ha previsto nel Dl Bollette un contributo straordinario di 115 euro per 2,64 milioni di famiglie già beneficiarie del bonus sociale elettrico, oltre a misure per nuclei con Isee fino a 25mila euro. Tra gli interventi figura anche il Reddito energetico per l’installazione di impianti fotovoltaici domestici a costo zero.
Tuttavia, secondo l’analisi, l’autoconsumo non è sufficiente da solo: serve un’accelerazione nella realizzazione di nuovi impianti rinnovabili per ridurre la dipendenza da misure emergenziali e contenere strutturalmente i costi energetici.
Per maggiori informazioni: QualEnergia https://www.qualenergia.it/articoli/poverta-energetica-guerra-colpo-di-grazia/