Carta del Fotovoltaico

Carta del rilancio sostenibile del fotovoltaico

Il 13 giugno è stato siglato a Roma al GSE, un accordo tra le maggiori aziende e associazioni per facilitare gli investimenti nel rinnovamento e potenziamento delle centrali solari.

La “Carta del rilancio sostenibile del fotovoltaico” costituisce una dichiarazione volontaria degli operatori, che si impegnano a seguire determinati princìpi per rinnovare e sviluppare gli impianti fotovoltaici.

Firmata dai grandi operatori dell’energia solare è basata su una ricerca Althesys, realizzato in collaborazione con Enel Foundation, GSE e i maggiori player attivi nel settore in Italia, che quantifica le potenzialità dell’ammodernamento degli impianti utility scale.

Lo studio rileva come il parco fotovoltaico italiano, nonostante un’età media ancora bassa e compresa tra gli 8-10 anni (6 anni l’età media degli utility scale), mostri diverse criticità che ne limitano in parte l’efficienza. Il decadimento della produzione è stimabile nel 2,2% annuo al 2016, ben superiore a quello fisiologico previsto al momento dell’installazione. Guardando nel dettaglio agli impianti utility scale, tali strutture risultano affette da problematiche per il 40% del totale (2,5-3,3 GW), mentre il costo complessivo stimato per l’ammodernamento che si aggirerebbe intorno ai 220-270 milioni di euro. Saranno circa 19 MW quelli che usciranno dall’incentivazione durante il periodo 2029-2035, seppure potranno continuare a produrre purché mantenuti efficienti (vita utile stimabile in 25-30 anni).

Inoltre, Sono stimate in 11 miliardi di euro le ricadute economiche derivanti dal rilancio e dallo sviluppo degli impianti di grande taglia. Si stima anche in quasi 20.000 nuovi addetti (tra diretti e indiretti) il potenziale occupazionale, con una riduzione delle emissioni di 12,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Con il forte calo dell’installato dopo la fine dei Conti Energia (meno di 400 MW medi annui nel periodo 2014-2017), la nuova potenza si limita a sostituire quella “perduta”: al 2030, la perdita totale sarebbe di 5.000 MW, pari al 25% della potenza esistente al 2017.

Per raggiungere i target, l’Italia dovrebbe dunque avviare un processo di ammodernamento del parco fotovoltaico utility scale (che è lo 0,8% degli impianti totali, ma ben il 43,7% della potenza), in modo da mantenerlo efficiente attraverso interventi di revamping e repowering. Dal revamping si potrebbero recuperare fino a 4.000 MW di potenza al 2030, mentre il repowering può fornire, alla stessa data, 1.550-1.700 MW aggiuntivi.

“Serve però una policy specifica, che preveda un quadro regolatorio chiaro e stabile che dia certezze sulla possibilità di intervenire sugli impianti, una semplificazione dei processi autorizzativi per gli ampliamenti e un coordinamento per lo sviluppo della rete.

Parallelamente, è necessario creare le condizioni per sviluppare nuovi impianti: la definizione di strumenti di classificazione del territorio, l’individuazione di “aree preferenziali”, un contesto normativo e di mercato adatto ai PPA, strumenti di sostegno indiretto come super ammortamenti e tax credit.

Noi di I-Green crediamo profondamente nei valori della carta, e ci auguriamo che a breve venga ufficializzata la bozza di Decreto 2018-2020.  
Per un’Italia sempre più Green e Solare
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